"Romanzo criminale - La serie", ultimo atto
Giunge al suo epilogo una delle serie cult degli ultimi anni, "Romanzo criminale - La serie", italianissima e nerissima fiction tratta dal libro di Giancarlo De Cataldo.
Mercoledì 10 novembre 2010
Sono bastati un anno e dodici episodi per farne una piccola rivoluzione della fiction italiana. Ora "Romanzo criminale – La serie", spregiudicato, misterioso e affascinante affresco della banda della Magliana, torna dal 18 novembre su Sky Cinema 1 con una seconda serie che è la naturale conclusione di un’avventura noir cominciata dal
libro culto di Giancarlo De Cataldo, passata per il successo del film di
Michele Placido e proseguita in tv con una fiction che lascia una
significativa eredità nell'attuale panorama televisivo italiano. " 'Romanzo criminale' è una delle serie più vendute all'estero di tutti i tempi – annuncia Andrea Scrosati, vice president programming e promotions di Sky Italia – Sono 40 i paesi che l’hanno acquistata. È stato non solo un successo di distribuzione ma anche di critica e pubblico".
Il suo merito? Quello di aver creato, come fa notare Nils Hartmann "un nuovo modello di riferimento. Spesso quando si parla di serie facciamo riferimento a quelle americane, come 'Dexter' o 'Mad men'. 'Romanzo criminale' è una serie tutta italiana ed è diventata motivo di grandissimo orgoglio, oltre che un nuovo riferimento". Un lungo film in 22 puntate che giunge così al suo epilogo, l’ultimo atto, la resa dei conti per la banda che tra gli anni '70 e '80 mise a soqquadro Roma e che in questo secondo tempo si ritrova orfana del proprio leader, il Libano ucciso da tre colpi di pistola alla fine della prima stagione.
E improvvisamente tutto cambia. "A partire dal periodo storico. Dai cupi anni ’70, quelli delle stragi e del terrorismo – spiega il regista Stefano Sollima – si passa agli anni ’80 più scintillanti e dominati dalla ricerca del denaro e del successo, forse storicamente più superficiali ma decisamente il giusto ambiente economico e sociale su cui innestare la seconda parte del racconto. Non a caso il tema centrale sarà proprio l’arricchimento, il successo, la brama di soldi che da collante diventano terreno di scontro".
Cambia il look, si evolvono i personaggi, si compromettono gli equilibri di una banda in declino, si cerca la vendetta e si fa strada una lotta intestina per decidere chi sarà il nuovo ‘re di Roma’.
"Al centro di questa serie – racconta De Cataldo – c'è proprio la messa in scena dei meccanismi di controllo del potere, come si costruisce e come si organizza. E si capisce quanto siano simili il Palazzo e la strada, che nei loro aspetti più distorti e criminali hanno qualcosa in comune. Ma i nuovi episodi sono anche una parabola tragica che enfatizza la drammaticità di questa seconda parte del racconto".
Rimane invece invariato il cast, restano infatti – solo più violenti e spregiudicati – i protagonisti della prima stagione: il Bufalo (Andrea Sartoretti), il Dandi (Alessandro Roja), il commissario Scialoja (Marco Bocci), il Freddo (Vinicio Marchioni). E arriva una nuova figura femminile: Donatella (Giovanna Di Rauso) che da piccola spacciatrice di Latina si impone come elemento chiave della banda. Una banda che dopo la morte del Libano non sarà più la stessa…
Il suo merito? Quello di aver creato, come fa notare Nils Hartmann "un nuovo modello di riferimento. Spesso quando si parla di serie facciamo riferimento a quelle americane, come 'Dexter' o 'Mad men'. 'Romanzo criminale' è una serie tutta italiana ed è diventata motivo di grandissimo orgoglio, oltre che un nuovo riferimento". Un lungo film in 22 puntate che giunge così al suo epilogo, l’ultimo atto, la resa dei conti per la banda che tra gli anni '70 e '80 mise a soqquadro Roma e che in questo secondo tempo si ritrova orfana del proprio leader, il Libano ucciso da tre colpi di pistola alla fine della prima stagione.
E improvvisamente tutto cambia. "A partire dal periodo storico. Dai cupi anni ’70, quelli delle stragi e del terrorismo – spiega il regista Stefano Sollima – si passa agli anni ’80 più scintillanti e dominati dalla ricerca del denaro e del successo, forse storicamente più superficiali ma decisamente il giusto ambiente economico e sociale su cui innestare la seconda parte del racconto. Non a caso il tema centrale sarà proprio l’arricchimento, il successo, la brama di soldi che da collante diventano terreno di scontro".
Cambia il look, si evolvono i personaggi, si compromettono gli equilibri di una banda in declino, si cerca la vendetta e si fa strada una lotta intestina per decidere chi sarà il nuovo ‘re di Roma’.
"Al centro di questa serie – racconta De Cataldo – c'è proprio la messa in scena dei meccanismi di controllo del potere, come si costruisce e come si organizza. E si capisce quanto siano simili il Palazzo e la strada, che nei loro aspetti più distorti e criminali hanno qualcosa in comune. Ma i nuovi episodi sono anche una parabola tragica che enfatizza la drammaticità di questa seconda parte del racconto".
Rimane invece invariato il cast, restano infatti – solo più violenti e spregiudicati – i protagonisti della prima stagione: il Bufalo (Andrea Sartoretti), il Dandi (Alessandro Roja), il commissario Scialoja (Marco Bocci), il Freddo (Vinicio Marchioni). E arriva una nuova figura femminile: Donatella (Giovanna Di Rauso) che da piccola spacciatrice di Latina si impone come elemento chiave della banda. Una banda che dopo la morte del Libano non sarà più la stessa…
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