Locarno 62. A Toni Servillo l'Excellence Award Moët & Chandon 2009
L’Excellence Award - Moët & Chandon viene consegnato questa sera in Piazza Grande a Toni Servillo dall’attrice italiana Anna Bonaiuto. Servillo presenterà poi al pubblico il suo film "Le conseguenze dell'amore".
L’Excellence Award del Festival del film di Locarno premia ogni anno uno o più attori di spicco della scena internazionale. Tra i vincitori delle edizioni precedenti: Oleg Menchikov, Susan Sarandon, John Malkovich, Willem Dafoe, Michel Piccoli e Carmen Maura.
“Sono onorato di
ricevere un premio, che negli anni precedenti è stato assegnato a grandi attori
internazionali. Poi il fatto che a consegnarlo Anna Bonaiuto non può che essere
cosa gradita. Con Anna abbiamo recitato spesso nei ruoli di marito e moglie, tanto
che una volta che mi hanno chiesto di interpretare un Papa, ho chiesto se
Parlando della sua carriera teatrale e cinematografica a
livello internazionale, Servillo ha sottolineato che “Film come Il Divo e Gomorra che hanno avuto successo europeo e sono
arrivati anche in America, tanto da creare attesa presso il pubblico
internazionale anche per la mie tournèe teatrali.
Quando sono approdato
a New York con La trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni, nelle sale
erano programmati i film di Garrone e Sorrentino. Essere riconosciuti a livello
internazionale e avere sempre il teatro pieno significa creare un filo rosso
che inevitabilmente lega il teatro al cinema e viceversa. Questo per me è
motivo di grande orgoglio, e credo che sia importante il fatto che buona parte
dell’America newyorkese ha avuto modo di scoprire un Goldoni che non conosceva,
vale a dire quello della critica a certi comportamenti borghesi, che esprimeva
nelle opere del fine
Poi torna a parlare dell’attualità e del momento che sta attraversando il cinema italiano… “Le esperienze di ‘Gomorra’ e ‘Il Divo’ sono delle ottime occasioni per pensare un cinema italiano del futuro, che come quello dei nostri padri, ritorni un giorno a formare ed orientare le altre cinematografie. Ho finito di girare una parte nel film di Nicole Garcia “Balcon sur la mere” e con i tecnici sul set si parlava della grandezza del nostro cinema passato, della complessità di un linguaggio che noi italiani stiamo cercando di recuperare. Credo che lo Stato debba comprendere l’importanza dell’investimento che il cinema di oggi deve fare per un futuro migliore. Senza un sostegno, chi oggi ha vent’anni e comincia a lavorare nel cinema avrà la vita impossibile. E data l’immagine di un uomo che vede la sua sconfitta, più che quella di un eroe storico”.
Sul film di Mario Martone “Noi credevamo”, attualmente in fase di post-produzione e in uscita la prossima stagione: “sulla figura di Giuseppe Mazzini, non posso dire molto perché ho girato solo 5 scene. Posso però affermare con certezza che il personaggio che interpreto somiglia più al Mazzini dei ‘Doveri dell’uomo’ che a quello dei diritti”.
Infine, conclude sul suo impegno locarnese: “Per la terza volta sono presente a Locarno con i documentari di Elisabetta Sgarbi e leggere commenti positivi di grandi critici d’arte sul lavoro fatto è per me fondamentale. Oggi più che mai si tende a dimenticare ed ignorare il passato e l’arte, è invece fondamentale conservarne memoria. Va combattuta la semplificazione e resa la complessità”.
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