"La prima cosa bella"... in edizione speciale!
Lunedì 14 giugno 2010
Medusa Film e Studio Vezzoli hanno presentato una edizione speciale del
film vincitore di tre David di Donatello - Miglior Sceneggiatura,
Attrice Protagonista (Ramazzotti) e Attore Protagonista (Mastandrea) -
che segue e attira ancor più l'attenzione sull'uscita del 9 giugno della
versione 'normale'.
A firma di Alessio Accardo e Gabriele Acerbo, infatti, insieme al dvd (e per soli 5 euro di differenza rispetto al dvd singolo) troverete nel cofanetto anche un libro sul regista intitolato "My name is Virzì - L'avventurosa storia di un regista di Livorno", che lo stesso Virzì ha definito una bella versione romanzata della propria vita.
Non si è fermato qui, però, e nel corso di un breve incontro il livornese ha spaziato parlando del suo rapporto col cinema, di oggi e di ieri, e del suo ultimo film... che Medusa ha promesso di fare il possibile per spingere come candidato italiano ai prossimi Oscar, vista l'accoglienza avuta nella proiezione newyorkese!
Pare infatti che la stessa sceneggiatrice di "Sex and the City" abbia espresso a Virzì la sua invidia e che "loro negli Stati Uniti non avrebbero mai potuto fare film come questo, condannati come sono a lavorare per un pubblico giovane o a infarcire le storie di violenza quando per un pubblico più adulto. Pena il rischio di fare film di qualità come 'Revolutionary Road' che finiscono con l'andare male ed essere dei flop". "In effetti - ha continuato il regista - io stesso mi sento molto orgoglioso di essere un cineasta italiano in questo momento. Credo che quando riguarderemo indietro a questi anni, ne vedremo meglio i meriti, non indifferenti visto che spesso è il talento dei colleghi che ci permette di superare gli ostacoli dati dal non avere eccezionali risorse a disposizione".
Il passo a parlare delle recenti polemiche verso la politica culturale nazionale è stato breve, a partire dal ricordo di una "stagione del nostro cinema nella quale si cercavano attori stranieri per interpretare ruoli di italiani, come Cage nei panni di un soldato italiano (due volte!), Lambert in quelli di San Francesco, ed altri. Trovo sciocco cercare regole o indicazioni, ha specificato Virzì, anche da parte di un ministro che dovrebbe cercare di creare un mercato serio, contro un sistema antiquato, anche nella gestione dei fondi, che spesso ha creato clientele dannoso. Mi piacerebbe vedere un mercato serio, come in Francia, come negli Stati Uniti, dove ci fosse - come lì - attenzione alla propria identità. Da noi invece, a prescindere dai colori e le inclinazioni, gli aiuti alla cultura ed al cinema vengono spesso percepiti come beneficenza...
Semmai son dispiaciuto che uno come Berlusconi, che nel cinema investe anche, abbia messo in quel ruolo una persona tanto incompetente".
A chi gli domandava se, soprattutto pensando a "La famiglia" di Scola, si sentisse continuatore di quella tradizione nazionale dei Risi, dei Monicelli, invece ha risposto:
"Di questi posso sentirmi, come sono, allievo, ma credo che l'ispirazione del cinema italiano venga dall'umanesimo, dal rinascimento, dal mettere l'uomo al centro del palcoscenico. I nostri stessi attori, nelle loro migliori interpretazioni, in genere sono degli 'anti-eroi' e portano con sé questa poetica...".
Ora attendiamo l'edizione Blu-ray, già promessa, che potrà superare i limiti strutturali del dvd e offrire degli extra più corposi e ulteriori scene eliminate...
A firma di Alessio Accardo e Gabriele Acerbo, infatti, insieme al dvd (e per soli 5 euro di differenza rispetto al dvd singolo) troverete nel cofanetto anche un libro sul regista intitolato "My name is Virzì - L'avventurosa storia di un regista di Livorno", che lo stesso Virzì ha definito una bella versione romanzata della propria vita.
Non si è fermato qui, però, e nel corso di un breve incontro il livornese ha spaziato parlando del suo rapporto col cinema, di oggi e di ieri, e del suo ultimo film... che Medusa ha promesso di fare il possibile per spingere come candidato italiano ai prossimi Oscar, vista l'accoglienza avuta nella proiezione newyorkese!
Pare infatti che la stessa sceneggiatrice di "Sex and the City" abbia espresso a Virzì la sua invidia e che "loro negli Stati Uniti non avrebbero mai potuto fare film come questo, condannati come sono a lavorare per un pubblico giovane o a infarcire le storie di violenza quando per un pubblico più adulto. Pena il rischio di fare film di qualità come 'Revolutionary Road' che finiscono con l'andare male ed essere dei flop". "In effetti - ha continuato il regista - io stesso mi sento molto orgoglioso di essere un cineasta italiano in questo momento. Credo che quando riguarderemo indietro a questi anni, ne vedremo meglio i meriti, non indifferenti visto che spesso è il talento dei colleghi che ci permette di superare gli ostacoli dati dal non avere eccezionali risorse a disposizione".
Il passo a parlare delle recenti polemiche verso la politica culturale nazionale è stato breve, a partire dal ricordo di una "stagione del nostro cinema nella quale si cercavano attori stranieri per interpretare ruoli di italiani, come Cage nei panni di un soldato italiano (due volte!), Lambert in quelli di San Francesco, ed altri. Trovo sciocco cercare regole o indicazioni, ha specificato Virzì, anche da parte di un ministro che dovrebbe cercare di creare un mercato serio, contro un sistema antiquato, anche nella gestione dei fondi, che spesso ha creato clientele dannoso. Mi piacerebbe vedere un mercato serio, come in Francia, come negli Stati Uniti, dove ci fosse - come lì - attenzione alla propria identità. Da noi invece, a prescindere dai colori e le inclinazioni, gli aiuti alla cultura ed al cinema vengono spesso percepiti come beneficenza...
Semmai son dispiaciuto che uno come Berlusconi, che nel cinema investe anche, abbia messo in quel ruolo una persona tanto incompetente".
A chi gli domandava se, soprattutto pensando a "La famiglia" di Scola, si sentisse continuatore di quella tradizione nazionale dei Risi, dei Monicelli, invece ha risposto:
"Di questi posso sentirmi, come sono, allievo, ma credo che l'ispirazione del cinema italiano venga dall'umanesimo, dal rinascimento, dal mettere l'uomo al centro del palcoscenico. I nostri stessi attori, nelle loro migliori interpretazioni, in genere sono degli 'anti-eroi' e portano con sé questa poetica...".
Ora attendiamo l'edizione Blu-ray, già promessa, che potrà superare i limiti strutturali del dvd e offrire degli extra più corposi e ulteriori scene eliminate...
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